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Medicina naturale: “Sempreverdi”

 

E’ tutta una questione di manutenzione.

Come la nostra auto, anche il nostro corpo si consuma ed ha bisogno di cure. Tanto più riusciremo a risparmiargli “strapazzi” e “carburanti sporchi”, tanto più renderà il meglio di sé e porterà la sua garanzia per lungo periodo.

L’Umanità ha da sempre ricercato e trovato nell’orizzonte naturale efficaci rimedi, nei quali porre le principali speranze di mantenimento e recupero della salute.

Un’esperienza, dunque, datata migliaia di anni che ha continuo riferimento nelle fonti scritte.

Soltanto nella metà degli anni cinquanta si è avuto uno straordinario sviluppo dei farmaci di sintesi, che ha oscurato il predominio di quelli naturali.

Un tempo si cercava l’elisir di lunga vita negli antri degli alchimisti, poi nei laboratori delle case farmaceutiche. L’uso indiscriminato dei farmaci di sintesi ha portato alla nascita delle malattie iatrogene, provocate dagli effetti collaterali dei prodotti chimici di sintesi somministrati.

C’è ormai una sorta di ribellione diffusa sia tra i medici che tra la gente comune nei confronti di una terapia che non va certo ripudiata, essendo in molte circostanze indispensabile, ma sostituita con fonti terapeutiche alternative.

Da qui il ritorno al mondo vegetale, all’utilizzazione di prodotti interamente naturali adattati alle necessità di una medicina più moderna.

Nel corso dei miei studi universitari ho scoperto in me una particolare propensione verso la medicina naturale, che mi ha tanto coinvolto da determinare la mia intera preparazione scientifica.

Negli ultimi anni ho notato che il settore delle cosiddette medicine alternative ha avuto una notevole ascesa, grazie alla quale in molti si sono avvicinati a questa cultura “recuperata”.

I fattori che hanno concorso ad incrementare l’interesse per le piante officinali e loro derivati sono diversi. In primo luogo va di certo collocata quella tendenza ad un recupero degli aspetti più naturalistici e meno contaminati che si è avvertita, anche a livello di massa, nella nostra società industrializzata con una vera ricerca di prodotti meno soggetti a manipolazioni, per quanto sia possibile.

La tendenza del ritorno alla natura, le scoperte in campo scientifico delle proprietà delle piante, i pericoli destati dall’abuso dei prodotti sintetici nella cura della salute dell’uomo, si sono sviluppati sul piano economico sotto forma di una domanda piuttosto consistente.

Tale crescente domanda non è stata seguita però da un incremento dell’offerta, peraltro di consistenza già esigua.

Grande senso di forza e sicurezza mi da la consapevolezza che un tempo, neanche troppo lontano, quasi tutta la terapia era fondata sull’uso di piante medicinali.

L’Erboristeria si può considerare ancora un germoglio, e in quanto tale con tanta voglia di crescere insieme a chi, come me, crede nella natura e nei mezzi che essa mette a nostra disposizione.

L’entusiasmo è alla base della mia scelta e mi indirizza verso quello che c’è ancora da scoprire, senza però dimenticare l’esperienza che l’uomo ha alle proprie spalle.

 

                                                                             Dottor Riccardo Lojacono

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